IN MY TOWN - BOLOGNA

“Era la mia città, la città vuota all’alba, piena di un mio desiderio. Ma il mio canto d’amore, il mio più vero era per gli altri una canzone ignota.” (Sandro Penna)

Il progetto online In my town è il pretesto per una riflessione sul paesaggio urbano, per uno sguardo dell’artista sulla città di appartenenza, sia essa di nascita e/o di adozione, con l’obiettivo di svelarne l’anima, la forza più estrema del territorio, la sedimentazione di esperienza e memoria insita nelle metropoli. Soprattutto in questo drammatico momento storico dove la nostra esistenza ha subito una sospensione inattesa, ancora in divenire, per l’emergenza sanitaria e il conseguente lockdown, e le nostre città, trasfigurate in modo imprevedibile, sono ancora intrappolate tra incubo e stupore.

 

“Tutte le azioni umane devono necessariamente trovare il luogo adeguato in cui accadere. Il luogo quindi è parte integrante delle nostre azioni e, d’altro canto, l’uomo non è pensabile senza un riferimento ai luoghi”, scrive Christian Norberg-Schulz in merito al Genius Loci, ovvero lo spirito del luogo, ciò che sopravvive all’evoluzione lasciandosi contaminare e al contempo proteggendone l’essenza primordiale, nonostante globalizzazione e rivoluzione digitale.

 

Muovendo dai caratteri che contraddistinguono un luogo, con l’obiettivo di restituire il fascino immutato della nostra terra, sono stati coinvolti venti artisti per una riscoperta del luogo di appartenenza, per indagarne l’identità storica, estetica e culturale. Un viaggio da nord a sud fino alle isole, una sorta di Grand Tour come chiave di lettura del nostro territorio. Per ripartire dalla sua bellezza, dall’identità millenaria del nostro paese, unico al mondo per la ricchezza del suo patrimonio artistico inestimabile che si coniuga a quello paesaggistico.

Sono dedicate a Bologna - sua città d’adozione -, nello specifico alla stazione ferroviaria, al complesso di Santo Stefano, a San Luca e alla fontana del Nettuno, le quattro opere in bianco e nero di Paolo Serra, che muove dal linguaggio cubofuturista per restituire simultaneamente diversi punti di vista di un unico soggetto. E lo fa egregiamente senza l’ausilio di artifici digitali o montaggi di ogni sorta bensì attraverso l’utilizzo di lenti prismatiche e specchi nel tentativo di ridurre spazio e tempo in molteplici frammenti che si concentrano in un unico sorprendente scatto. (R. V.)

Santo Stefano in Quarta Dimensione.jpg
Stazione in Quarta Dimensione.jpg
Nettuno in Quarta Dimensione.jpg
San Luca in Quarta Dimensione.jpg

Paolo Serra (Bologna)

Titoli: Stazione in Quarta Dimensione

Santo Stefano in Quarta Dimensione

San Luca in Quarta Dimensione

Nettuno in Quarta Dimensione

Tecnica: scatto unico con specchi e prismi

Formato: 30x45 carta cotone 280 gr. Verona Smooth ultra white

Breve Bio.

Paolo Serra nasce a Napoli nel 1988. Attualmente studia al DAMS. Negli ultimi anni si occupa di fotografia sperimentale.

"Per quanto mi riguarda fotografare è un mezzo per comprendere... equivale ad urlare, a liberarsi, non è un modo per affermare la propria dignità."

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