Stand By

Il Centro Fotografico Cagliari di Cristian Castelnuovo in collaborazione con Castia Art organizza “Stand By la vita al tempo del Corona Virus”, mostra fotografica collettiva a cura di Roberta Vanali. Il ricavato andrà in beneficienza a Fondazione Domus de Luna per il sostegno delle famiglie di TiAbbraccio. In mostra le opere di: 

Elisabetta Falqui, Giusy Calia, Pierluigi Dessi, Davide Volponi, Nicola Bertellotti, Massimiliano Caria, Claudia Porcu, Jo Coda, Beppe Fumagalli, Gianluca Chiai, Giulia Sale, Antonio Loi , Elio Rinaldi, Cristian Castelnuovo, Stefano Picciau, Blanka Meccanica, Giangavino Contini, Massimiliano Picconi, Barbara La Ragione, Valeria Secchi, Cicci Arteologo Borghi, Giovanni Sesia.

Hanno partecipato alla mostra on line anche: Alessandra Baldoni Loris Savino, GiuseppeFrauGallery, Marcello Nocera, Paola Corrias, Francesco Cogoni, Bachis, Massimiliano Usai.

“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato”. (Haruki Murakami)

In questo momento storico surreale dove, per un lasso temporale ancora indeterminato, l’esistenza è messa a dura prova, si rende imprescindibile un intervento concreto da parte del mondo della cultura per superare questo dramma che investe l’umanità intera, per capire come cambia il mondo intorno a noi e come poterlo affrontare di conseguenza. Un impegno urgente per dimostrare che la cultura non si ferma ma si mette al servizio della comunità intera, soprattutto di chi si trova in difficoltà. E che ora più che mai l’arte è indispensabile per tradurre il presente e immaginare, per poi costruire, un nuovo futuro.

Stand By nasce con l’obiettivo di documentare lo stato di sospensione forzata nell’epoca del coronavirus attraverso il medium fotografico per sondare l’organizzazione di una nuova quotidianità nella vita di ogni individuo. Quella vita sacrificata che continua a procedere nel silenzio delle nostre abitazioni, in isolamento forzato e con l’interruzione repentina delle abitudini. Talvolta in solitudine altre in compagnia delle persone con le quali condividiamo l’esistenza, prendendo in esame tutto ciò che si concentra intorno a noi nonostante ai nostri occhi possa sembrare estremamente alieno. 

In definitiva, l’intento della mostra totalmente online Stand By è quello di tracciare un panorama di una condizione di vita senza precedenti che passerà alla storia come una delle epoche più buie. In un contesto in cui l’umanità ha bisogno di sentirsi ancora parte di questo mondo nonostante tutto. Un mondo che sta cambiando e con esso tutti noi. Nel bene e nel male. E come direbbe Fernando Sabino: “Di tutto restano tre cose: la certezza che stiamo sempre iniziando, la certezza che abbiamo bisogno di continuare, la certezza che saremo interrotti prima di finire. Pertanto dobbiamo fare dell’interruzione un nuovo cammino, della caduta un passo di danza, della paura una scala, del sogno un ponte, del bisogno un incontro.”

 

Roberta Vanali

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Marco Menghi 

Milano in quarantena.24x30 cm 2020

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Cristian Castelnuovo

Milano. Andrà tutto bene! 24x30 cm 2020

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Eric Oliveira

Waiting for the border. London. 20x30 cm 2020

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Nicola Bertellotti 

Bruges, Belgio. 60 x 48 cm 1/3 2019 

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Pierluigi Dessì
Nina_5420 60x60cm. 2020

Il 9 marzo 2020 è il giorno in cui ebbe inizio il primo lockdown in Italia.
Pochi giorni prima Nina era rientrata a casa da Torino, dove aveva iniziato gli studi all'Università, e si ritrova a fare i conti con un evento fino a quel momento sconosciuto e forse neanche immaginato.
Si misurerà con un tempo che appare infinito ma limitato allo spazio della propria casa.

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Giusy Calia e Marzia Lioci 
Senza titolo 50 x40 cm 2020

Barbara La Ragione, _ANIME-Stitch_ 2021, stampa ai sali d'argento, da negativo 35 mm e Ray

 

Barbara La Ragione 

“ANIME- Stitch”

Anno: 2021

Tecnica: FOTOGRAFIA ANALOGICA ai sali d’argento 

Carta baritata ILFORD, stampa b&w da negativo 35mm

Rayogramma; dimensioni stampa 28 cm x 28 cm

dimensione carta: 40cm x 30 cm

Tiratura: 1di 7

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Claudia Porcu

Un ballo in maschera. 20x30cm 2020

" Fa’ invece come me, ch’ho sempre riso:
e se te pija la malinconia
coprete er viso co’ la faccia mia
così la gente nun se scoccerà… -
D’allora in poi nascónno li dolori
de dietro a un’allegria de cartapista
e passo per un celebre egoista
che se ne frega de l’umanità!"

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Loris Savino 

Senza titolo 20x30 cm 2020

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A volte il buio, cela bellezze imprevedibili, sorprendenti. Ed è proprio un semplice fiore come questo a ricordarci che anche se ci sembra di vivere in una terra di mezzo e di essere avvolti nelle tenebre, può essere proprio questo contrasto tra luce, colore e oscurità a farci percepire la potenza della bellezza e della vita e a darci il coraggio di guardare avanti.

 

Elio Rinaldi.

Oltre il buio 20x30 cm 2020

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Giovanni Panizza.

La prima domenica di aprile durante la pandemia Covid-19.

20x30 cm 2020

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Marcello Nocera

Senza volto. Evoluzione del difetto 30x40cm 2020

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Davide Volponi

La grande e pura Bellezza 1+2, dalla serie Minimondi 20x30cm 2020

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Gianluca Chiai

Ogliastra, Sotto il cielo. 20x30cm 

Una striscia di sabbia candida forma un terreno sospeso, un mondo metafisico tra due elementi fluidi:  l’ aria in alto, più sottile, l’ acqua in basso, più densa. Oltre i sassi, condensati di materia grezza e  primordiale, dalla sabbia informe sboccia la vita che si erge verso l’alto alla ricerca della luce che è  nutrimento. Sotto il cielo, un legno dalle forme antropomorfe giace spoglio, in una tensione materica.  Quest’opera, vuole essere una riflessione sull’alchimia della vita che è luce, che è incessante trasformazione  oltre le forme e il peso della materia, oltre la sofferenza

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Stefano Picciau

La bellezza ci salverà. 20x30 cm 2020

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Paola Corrias 

Intimacy fotocopie 29,70 x 24 cm cm 2020

Cicci Arteologo Borghi

Autoritratto di arteologo che visualizza altro. Poesia visiva

2020

 

Stand By Me.

 

“È la fotografia bellezza e tu non ci puoi fare niente, niente” - dico parafrasando Humphrey Bogart, nel film Dead Line - Usa, nel 1952. BIP. É stata sostituita la parola stampa con la parola fotografia. BIP - BIP “il messaggio è stato inoltrato sulla linea dell’utente desiderato”. Fotografia in corso d’opera.

Fotografia che salva il cuore, il corpo e l’anima mia che è l’anima del corpo fotografato. Corpo umano o corpo di fabbrica.

In media stat virtus - recitavano gli antichi. Ora, muta in: in media stat virus.

Anche la fotografia può essere virale, epidemica e pandemica. La fotografia allena a posizionarsi in posture adatte alla percezione e alla ricezione. Homo homini virus.

Mi affaccio sulla soglia di queste immagini in mostra, appese a una parete virtuale. Spazi, ambienti, luoghi e prospettive con o senza figure. Mi ritrovo a casa, nei luoghi e negli ambienti descritti da Philip Dick in Ma gli androidi sognano pecore elettriche?!

In quella storia distopica, la polvere ricopriva ogni cosa e ogni cosa diventava palta capace di deteriorare la materia: strade, edifici, monumenti e appartamenti.

Nel film Blade runner non faceva altro che piovere sugli umani e sugli androidi. I paesaggi si trasformavano in pantani di fango.

Duemilaventi - 2020 - double twenty. In questi tempi, i venti non sono più di maestrale o di scirocco, di libeccio o di grecale ma spirano venti virulenti.

Portami a casa. Tienimi a casa. Restiamo a casa. Gli oggetti intorno ci guardano e se la ridono, sotto i baffi. Anche loro si ritrovano rinchiusi tra le quattro mura domestiche ma non soffrono. Le finestre si aprono e si chiudono sul silenzio che si alza come un’alta marea. Rumore bianco. Effetto giorno. Ora legale. Effetto notte, poi da capo.

Senza corpi nomadi e in movimento, strade, piazze e spiagge perdono di consistenza. Tanto silenzio e altrettanto vuoto pneumatico e distopico.

Al momento, c’è quasi da dubitare che la luce esista ancora. Occorre una buona fotografia per certificarne l’esistenza.

Nel silenzio d’intorno, sibilano le piattaforme digitali. Ciò di cui sono sicuro é che il buio esiste, in diverse gradazioni. Il buio, quel buio che sono io stesso come ex-vedente. In questo arteologico buio, faccio tutto quello che posso fare: bere, mangiare, fare la doccia, amare, dormire, rassettare, scrivere, fotografare per interposta persona.

Solo i corpi possono riempire i vuoti, che siano vuoti integri o lasciati andare in rovina.

Se Eraclito fosse ancora con noi, potrebbe dire che non solo non si può entrare due volte nella stessa acqua, acqua di fiume, di lago o di mare che sia ma anche che non si può entrare due volte nella stessa fotografia.

Nel 1980, avevo anche dimostrato che per di più non si può entrare due volte nello stesso corpo, nella stessa sabbia e nello stesso specchio. “Cosa ne sarà di questi anni Ottanta e chi la scatterà la fotografia” - suonavano i juke-box.

Nel corso di questa molteplice quarantena, non si può neanche entrare due volte nello stesso letto.

Gli oggetti di casa, gli elettrodomestici, gli arredi, il mobilio, i lampadari, i televisori, le radio ci guardano con compassione, sgranando i loro occhi.

UP - UP - UP. OP - OP - OP. UP AND DOWN - UP AND DOWN - UP AND DOWN.

Ginnastica mentale e digitale. La migliore applicazione che conosco, rimane sempre l’immaginazione, compresa quella senza fili dei futuristi e dei surrealisti, per non dire dei dadaisti.

Ascoltando queste immagini fotografiche, mi sembra di ritrovarmi a spasso in qualcuna delle Città invisibili di Italo Calvino.

Essendo ex-vedente di antica data, gioco a rivedermi com’ero stampato in tante vecchie fotografie, fotografie di un passato più che passato, di un passato recente e di un passato che è ancora futuro. Tutto in memoria. Mi riconosco, con o senza mascherina e parlo con me stesso. Non posso riferire qui ciò che diciamo. È una modalità che mi consente di posare lo sguardo da qualche parte, così come succede in certe mie metamorfiche allucinazioni.

Mi espongo alla luce di queste immagini in mostra, come se mi esponessi al sole per una abbronzatura.

La vita è sogno e quando non è sogno, è teatro con o senza figure, anche fotografato.

Sono immagini che aumentano la percezione e la realtà, anche quella aumentata, fatica a star loro dietro.

Anche i fotografi, sono diventati Angeli del Focolare. L’Angelus Novus ci osserva e ci fotografa.

Obbiettivi, specchi, visori, finestre, spioncini e binocoli sono modi di guardare e di vedere, nel dettaglio.

Stand by me - by Ben. E. King.

Stand by me - by Jhon Lennon.

 

Cicci Arteologo Borghi

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Elisabetta Falqui

Stay safe 20 x 20 cm. 2020

 

9 marzo 2020:
Il sistema immunitario è una complessa rete integrata di mediatori chimici e cellulari, d strutture e processi  biologici , sviluppatasi nel corso dell'evoluzione , per difendere l'organismo  da qualsiasi forma di insulto chimico,  traumatico  o  infettivo  alla sua integrità. Per funzionare correttamente, un sistema immunitario deve essere in grado di rilevare un'ampia varietà di agenti, noti come  agenti patogeni , dai  virus  agli  elminti  e distinguerli dal proprio  tessuto  sano dell'organismo (definizione di sistema immunitario tratta da Wikipedia). Sono a casa. Col sottofondo costante delle voci, provenienti dalla TV accesa, dei telegiornali, talkshow, interviste e proclami, che parlano di numeri, percentuali, morti, infettati, guariti, positivi, negativi, teorie, ipotesi, runners, decreti, contro decreti, aperture, chiusure, circolari ministeriali, regionali, comunali, che prevedono tutto e il contrario di tutto, che si susseguono minuto dopo minuto, ora dopo ora, giorno dopo giorno, incessanti, martellanti, logoranti, asfissianti, pesanti, estenuanti, ossessionanti, e l’unico pensiero che ho è STAY SAFE. Prenditi cura del tuo sistema immunitario, rafforzalo e combatti contro qualsiasi forma di insulto chimico voglia aggredire il tuo corpo. Credo fermamente nel potere terapeutico della vitamina C. Per questo, con una rappresentazione che rimanda a una natura morta caravaggesca, rendo omaggio ai limoni, ricchi di vitamina C e alle loro proprietà antiossidanti, antibatteriche e stimolanti delle difese immunitarie presenti nel nostro organismo.
In questo periodo buio, voglio vedere la luce, la speranza e rendere omaggio alla vita.

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Giulia Sale

I'll be your mirror 40x120cm 2020

Nome artista: Giulia Sale

Data di nascita: 12/09/1962

Titolo dell'opera: I'll be your mirror

Luogo di realizzazione: Sassari

Data di realizzazione: 2020

 

 n. 3 stampe digitali 15 x 20 cm su carta fotografica museale Hahnemuele Torchon 290 gr.,

montate su cornici 40 x 40 cm ciascuna.

 

Sarò il tuo specchio e rifletterò ciò che sei... visione delle cose e del mondo circoscritta e limitata, finestre tecnologiche più che architettoniche, lo spazio che viviamo ora è quello claustrofobico dei social e delle nostre case. Così l'immagine che lo specchio rimanda, parziale e limitata ma che tuttavia lascia intravedere la possibilità di un luogo altro, di un fuori che era precluso.

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Massimiliano Usai

κρίσις1 cambiamento radicale 20x30 2020

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Blanka Meccanica

Co-Vo_20. 20x30 cm 2020

Aprile 2020 

CO-VO_20 Un reportage Metafisico_Autoritratti con le uova. Blanka Meccanica,

Stampa Fine Art 20x30 

Cornice 30x40 

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Alessandra Baldoni

Stamattina nello specchio 20x30cm /5

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Valeria Secchi 

This is the moment. 20x30 cm 2020

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Collettivo Nostra-SancTissima by Giovanni Coda

Something In My House (01, 02, 03). 20x30cm 2020 

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Massimiliano Picconi
Isolation. 24x30 cm 2020

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GiuseppeFrauGallery

Fuori, dentro. 20x30 cm 2020 /30

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Bachis

Il silenzio prima del nuovo giorno (x4). 20x30 cm 2020

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Giovanni Sesia.

Senza titolo 30x40 cm 2020

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Massimiliano Caria

Mackerel, Lemon 60x40 cm 2020

Everyday Remains è stato realizzato durante il primo lockdown nel quale si era costretti a stare a casa e nel quale mi sono trovato a riflettere sul tempo. Capita spesso che un amico mi ricordi un episodio del passato o di trovare un oggetto sepolto in un cassetto. Cose delle quali non avevo più memoria. Questo mi porta a fermarmi e pensare alla moltitudine di persone incontrate, cose fatte, posti visitati, pasti consumati. Sono cose che ho dimenticato ma che esistono, sono accadute. Dunque, ho iniziato a fotografare i resti di un pasto di ciascun giorno di lockdown. Everyday Remains, nell'ambito della mia ricerca sulla differenza fra realtà oggettiva e soggettiva, è un progetto sullo scorrere del tempo e su tutto ciò che le sue pieghe contengono. 

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Giangavino Contini

Cine Covid 20x30 cm 2020

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Beppe Fumagalli

Nuda e Viva 30x40 cm

30x40 con passepartout e cornice nera 2020

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Antonio Loi

Cagliari 2020

Press

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Eric Pereira